Paolo Ruffini a Gaeta con “Io sono perfetto”: nuovo appuntamento con Parole in Scena

Sabato 5 settembre 2026, alle ore 21.15, il Molo di Santa Maria, nel cuore di Gaeta Medievale, si trasformerà ancora una volta in un palcoscenico affacciato sul mare. Protagonista della nuova serata di “Parole in Scena” sarà Paolo Ruffini, attore, regista, autore, conduttore e produttore tra i volti più conosciuti e versatili dello spettacolo italiano. L’incontro, a ingresso libero, prenderà le mosse dal suo romanzo Io sono perfetto, pubblicato da La nave di Teseo: un’opera capace di affrontare, con ironia, delicatezza e profondità, i temi dell’unicità, della disabilità e del nostro rapporto con ciò che definiamo “normale”.

L’appuntamento nasce dalla collaborazione tra la rassegna “Parole in Scena” e la XXXIII edizione di “Libri sulla Cresta dell’Onda”, una delle manifestazioni culturali più longeve e apprezzate del territorio. Sarà dunque una serata in cui letteratura, spettacolo e riflessione civile si incontreranno in una cornice di grande fascino, davanti alle luci del Golfo di Gaeta e agli edifici storici della parte più antica della città.

Paolo Ruffini incontra il pubblico di Gaeta

Paolo Ruffini ha costruito negli anni un percorso artistico caratterizzato dalla capacità di attraversare linguaggi diversi. Cinema, televisione, teatro, scrittura e produzione sono diventati per lui strumenti complementari attraverso i quali raccontare le persone, le relazioni e le contraddizioni della società contemporanea. Alla popolarità conquistata come interprete e conduttore ha affiancato una ricerca personale sempre più attenta alle questioni dell’inclusione e della dignità individuale.

L’incontro di Gaeta offrirà al pubblico la possibilità di conoscere più da vicino questa parte del suo lavoro. Non si tratterà soltanto della presentazione di un libro, ma di un dialogo aperto nel quale le parole potranno diventare occasione di confronto. Ruffini partirà dalle pagine di Io sono perfetto per interrogarsi insieme agli spettatori sul significato della diversità, sul peso dei pregiudizi e sulla tendenza a classificare le persone secondo modelli rigidi, spesso incapaci di riconoscerne la vera ricchezza.

Il titolo stesso del romanzo contiene una provocazione. Chi stabilisce che cosa sia la perfezione? Esiste davvero una normalità alla quale tutti dovrebbero conformarsi? Oppure ogni persona è, nella propria irripetibilità, portatrice di una forma particolare di bellezza e compiutezza? Sono domande che riguardano la disabilità, ma che in realtà toccano la vita di ciascuno: le fragilità, il bisogno di essere accettati, la paura del giudizio e il desiderio di trovare uno spazio nel mondo senza dover rinunciare alla propria identità.

“Io sono perfetto”: un romanzo contro i pregiudizi

In Io sono perfetto, Paolo Ruffini affronta questi argomenti senza trasformarli in una lezione astratta. Il racconto sceglie invece il linguaggio dell’ironia e della tenerezza, due strumenti che permettono di avvicinarsi a questioni complesse evitando sia la retorica sia il pietismo. La disabilità non viene presentata come una condizione da osservare a distanza, né come un semplice espediente emotivo. Diventa piuttosto un punto di vista dal quale guardare la società e metterne in luce automatismi, paure e contraddizioni.

Spesso le persone con disabilità vengono definite prima di tutto attraverso ciò che, secondo uno sguardo esterno, non possono fare. Il rischio è che la diagnosi, il limite o la difficoltà finiscano per oscurare la personalità, i desideri, l’intelligenza, l’umorismo e il talento del singolo individuo. Il romanzo invita a rovesciare questa prospettiva: non ignorare le difficoltà, ma smettere di considerarle come l’unico elemento capace di definire un’intera esistenza.

Il tema riguarda anche le parole che utilizziamo. Il linguaggio può aprire spazi di incontro oppure costruire barriere; può riconoscere una persona oppure ridurla a un’etichetta. Parlare di inclusione significa quindi chiedersi non soltanto quali servizi e opportunità una comunità sappia offrire, ma anche quale sguardo rivolga a chi non corrisponde alle aspettative dominanti. Una società veramente accogliente non si limita a tollerare le differenze: le considera parte essenziale della propria identità.

Da “Up&Down” a “Din Don Down”: l’inclusione sul palcoscenico

La sensibilità che attraversa Io sono perfetto non nasce all’improvviso. Da anni Ruffini porta avanti progetti nei quali spettacolo e inclusione procedono insieme. Tra questi spiccano Up&Down e Din Don Down, esperienze che hanno portato sul palco artisti con disabilità, valorizzandone le capacità, la presenza scenica, la comicità e la personalità.

L’aspetto più significativo di questi lavori è il rifiuto del pietismo. Gli interpreti non sono chiamati a rappresentare un messaggio edificante costruito da altri, ma diventano protagonisti effettivi dello spettacolo. Possono sorprendere il pubblico, farlo ridere, commuoverlo e perfino metterlo in difficoltà. L’inclusione, in questa prospettiva, non consiste nel concedere uno spazio simbolico a qualcuno: significa condividere davvero il palcoscenico, riconoscendo capacità e responsabilità artistiche.

Il teatro possiede una forza particolare nel mettere in crisi gli stereotipi. La presenza fisica degli attori, la relazione diretta con gli spettatori e l’imprevedibilità di ogni esibizione impediscono di restare prigionieri delle definizioni. Sul palco ciascuno si manifesta attraverso la propria voce, il proprio corpo e il proprio modo di abitare la scena. La diversità non è più un concetto teorico, ma un incontro concreto con persone capaci di raccontarsi in prima persona.

Questo percorso artistico aiuta a comprendere il valore dell’appuntamento di Gaeta. Il libro sarà il punto di partenza di una riflessione maturata nel tempo attraverso esperienze reali, collaborazioni e rapporti umani. Ruffini potrà alternare racconto, testimonianza, leggerezza e provocazione, secondo uno stile che cerca di coinvolgere il pubblico senza rinunciare alla complessità degli argomenti.

Parole in Scena: la cultura incontra lo spettacolo

“Parole in Scena” conferma con questo appuntamento la propria vocazione: portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali e creare occasioni in cui il pensiero possa dialogare con il teatro e con i linguaggi dello spettacolo. Il nome della rassegna suggerisce proprio questo passaggio. Le parole non restano ferme sulla pagina, ma acquistano una voce, un volto e una dimensione condivisa.

La partecipazione di Paolo Ruffini si inserisce perfettamente in tale impostazione. Il suo è un modo di comunicare immediato e popolare, capace però di aprire domande tutt’altro che superficiali. L’ironia può diventare uno strumento di conoscenza quando ci costringe a osservare da un’angolazione nuova comportamenti che di solito consideriamo naturali. Una battuta, un episodio o un racconto personale possono incrinare un pregiudizio con maggiore efficacia di un discorso solenne.

Anche la collaborazione con “Libri sulla Cresta dell’Onda” aggiunge valore alla serata. Giunta alla trentatreesima edizione, la manifestazione continua a favorire l’incontro diretto tra autori e lettori, trasformando la presentazione di un volume in un’esperienza collettiva. Il libro non appare così come un oggetto isolato, ma come l’inizio di una conversazione che coinvolge il territorio e le persone che lo abitano.

Il fascino del Molo di Santa Maria a Gaeta Medievale

A rendere ancora più speciale l’evento sarà la sua ambientazione. Il Molo di Santa Maria si trova in uno dei punti più suggestivi di Gaeta Medievale, tra il profilo delle chiese e dei palazzi storici, il porto e l’ampio orizzonte del golfo. Nelle sere di fine estate, il mare, le luci della costa e l’atmosfera raccolta del quartiere antico creano uno scenario ideale per appuntamenti dedicati alla parola e alla cultura.

Gaeta possiede una naturale capacità di unire storia e contemporaneità. Le testimonianze del suo passato convivono con una città viva, frequentata da residenti e visitatori, nella quale gli eventi culturali diventano anche un modo per riscoprire luoghi noti. Assistere a un incontro al Molo di Santa Maria significa non soltanto ascoltare un autore, ma vivere per qualche ora uno spazio urbano trasformato dalla presenza del pubblico e dalla condivisione delle idee.

Chi arriverà a Gaeta per l’occasione potrà approfittarne per passeggiare nel quartiere medievale prima dell’inizio della serata. Il lungomare Caboto, i vicoli, le scalinate, le chiese e gli scorci sul porto accompagnano verso il molo e restituiscono l’identità complessa della città. Settembre, inoltre, è uno dei periodi più piacevoli per visitare Gaeta: le temperature sono generalmente più miti rispetto alle settimane centrali dell’estate e l’atmosfera invita a godersi il mare e il centro storico con ritmi più distesi.

Un evento gratuito dedicato all’unicità di ogni persona

L’ingresso libero rende l’appuntamento accessibile a un pubblico ampio: lettori, appassionati di teatro e cinema, famiglie, giovani e semplici curiosi. Il tema proposto può interessare in modo particolare insegnanti, educatori, operatori sociali e chiunque lavori ogni giorno nei contesti dell’inclusione, ma la serata non è destinata a una platea specialistica. Le domande sollevate da Io sono perfetto appartengono a tutti.

Ognuno, infatti, ha sperimentato almeno una volta la sensazione di non corrispondere alle attese altrui. Per questo una riflessione sulla disabilità può allargarsi fino a comprendere il modo in cui guardiamo ogni forma di fragilità e differenza. Riconoscere il valore irripetibile di una persona non significa idealizzarla, ma permetterle di essere considerata nella sua interezza, con qualità, difetti, aspirazioni e contraddizioni.

L’incontro con Ruffini promette dunque di essere divertente e, nello stesso tempo, capace di lasciare una traccia. L’obiettivo non è offrire risposte definitive, bensì incoraggiare uno sguardo più libero. Mettere in discussione la normalità significa forse scoprire che la perfezione non coincide con l’assenza di limiti, ma con la possibilità di vivere pienamente ciò che si è.

Informazioni utili sull’appuntamento

Paolo Ruffini sarà ospite di “Parole in Scena” sabato 5 settembre 2026 alle ore 21.15, presso il Molo di Santa Maria, a Gaeta Medievale. L’ingresso è libero. Per la particolare conformazione del luogo e per rendere più agevoli l’accesso e l’accoglienza degli spettatori, gli organizzatori consigliano di arrivare con congruo anticipo.

La rassegna è organizzata da Regione Lazio, Lazio Crea e ASP – Istituti Riuniti del Lazio, con il patrocinio della Città di Gaeta e la collaborazione di ATCL e Librerie.coop. La serata è realizzata insieme alla XXXIII edizione di “Libri sulla Cresta dell’Onda”.

Quello del 5 settembre sarà un nuovo invito a incontrarsi attraverso le storie. In uno dei luoghi più belli del Golfo di Gaeta, la voce di Paolo Ruffini accompagnerà il pubblico dentro un racconto che parla di disabilità, ma soprattutto di libertà, relazioni e dignità. Un’occasione per sorridere, emozionarsi e ripensare con occhi diversi parole apparentemente semplici come “normalità” e “perfezione”.

Sabato 5 settembre 2026 Paolo Ruffini arriva al Molo di Santa Maria di Gaeta con “Io sono perfetto” per Parole in Scena. Ingresso libero.

Scopri di più da B&B a Gaeta vicino alla Spiaggia di Serapo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere