Gaeta, una perla tra mare e storia
Gaeta, soprannominata la “Perla del Tirreno”, è una meta turistica ideale per chi cerca sia bellezze naturali che patrimonio storico. Questa città sul mare, antica repubblica marinara, incanta i visitatori con le sue sette spiagge di sabbia chiara, un centro storico medievale cinto da mura e monumenti che raccontano secoli di storia
Oltre al mare cristallino e alle deliziose specialità gastronomiche locali, Gaeta offre numerose attrazioni culturali: dalla scenografica Montagna Spaccata con il Santuario della Santissima Trinità, fino alle sue chiese ricche d’arte come la Chiesa dell’Annunziata, Santa Maria della Sorresca, San Giovanni a Mare e, naturalmente, il magnifico Tempio di San Francesco
In questa guida scopriremo proprio il Tempio di San Francesco a Gaeta, uno dei luoghi di culto più suggestivi della città. Con il suo stile neogotico e la posizione panoramica che domina il golfo, questo santuario saprà affascinarvi con la sua storia, i suoi tesori artistici e un’atmosfera unica. Se state pianificando le vostre vacanze a Gaeta, il Tempio di San Francesco è sicuramente una tappa imperdibile tra le cose da vedere a Gaeta.
Storia del Tempio di San Francesco a Gaeta
La storia del Tempio di San Francesco affonda le radici nel primo Duecento, legata al passaggio di San Francesco d’Assisi in città. Si narra che nel 1222, durante un viaggio nel sud Italia, San Francesco soggiornò a Gaeta e, colpito dall’accoglienza dei cittadini e dalla devozione popolare, fondò un piccolo convento con annessa cappella ai piedi di Monte Orlando
Proprio durante i lavori per questa cappella avvenne un evento miracoloso: un operaio rimase ucciso da una trave caduta, ma il santo, tracciando un segno di croce sul corpo, lo richiamò in vita davanti agli occhi increduli dei presenti. Questa e altre predicazioni contribuirono a diffondere il culto francescano in città.
Negli anni successivi la comunità religiosa crebbe e, grazie anche alla devozione degli abitanti, si decise di edificare una chiesa più grande. A partire dal 1283-1285, con il sostegno finanziario di Carlo II d’Angiò, re di Napoli, sorse un vasto tempio gotico dedicato proprio a San Francesco d’Assisi. Questa nuova chiesa inglobava la cappella originaria fondata dal santo e divenne uno dei principali luoghi di culto di Gaeta medievale. Nei secoli seguenti il complesso subì le vicissitudini della storia: famiglie nobili gaetane arricchirono la chiesa con cappelle gentilizie e monumenti funebri, ma periodicamente si dovette intervenire per riparare danni causati dal tempo e dagli eventi bellici. Ad esempio, durante l’occupazione napoleonica agli inizi dell’Ottocento il convento venne espropriato e adibito ad ospedale militare, lasciando la chiesa in abbandono
Inoltre un forte terremoto nel 1764 fece crollare l’originario campanile gotico contribuendo al degrado dell’edificio.
Fu Papa Pio IX, rifugiatosi a Gaeta nel 1848 durante i moti rivoluzionari, a constatare con dispiacere le condizioni fatiscenti del tempio e a sollecitare un restauro urgente.
Raccolto l’appello papale, il re Ferdinando II di Borbone (Due Sicilie) finanziò una radicale opera di restauro a metà Ottocento. Dal 1850 al 1858 l’architetto Giacomo Guarinelli diresse i lavori: invece di demolire la struttura gotica originaria, la consolidò e la rivestì interamente in uno sfarzoso stile neogotico, sia all’esterno che all’interno. Il risultato fu l’aspetto attuale del Tempio di San Francesco, caratterizzato da decorazioni elaborate che gli conferiscono un’aria fiabesca. La chiesa restaurata venne solennemente riconsacrata solo nel 1927, con qualche modifica ulteriore alla facciata superiore. Nel frattempo (dal 1927 al 1992) il complesso era stato affidato ai Padri Salesiani, che vi fondarono anche l’Oratorio Don Bosco nell’ex convento adiacente. Purtroppo il tempio non fu immune dagli eventi bellici: nel settembre 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, una bomba colpì la zona del coro, rendendo necessari nuovi restauri negli anni ’50.
In tempi più recenti, dopo decenni di utilizzo e a causa di infiltrazioni, il Tempio di San Francesco mostrò segni di cedimento: fu chiuso per sicurezza nel 1998, quando cadde una parte della croce in cima alla facciata. Fortunatamente, un importante progetto di recupero avviato nel 2004 ha riportato l’edificio all’antico splendore. Dopo quattro anni di lavori, il 4 ottobre 2008 – giorno di San Francesco – il tempio è stato riaperto al pubblico con una partecipata celebrazione. Oggi il santuario si presenta in ottime condizioni e continua a dominare Gaeta dall’alto, testimone di oltre sette secoli di fede, arte e storia cittadina.
Architettura e arte del Tempio di San Francesco
Arrivando ai piedi del Tempio di San Francesco, la prima cosa che colpisce è la sua posizione scenografica: la chiesa sorge su un colle alle pendici di Monte Orlando e domina dall’alto la città vecchia e il Golfo di Gaeta, tanto che molti la scambiano per la cattedrale cittadina per imponenza e visibilità. Una monumentale scalinata in pietra conduce al sagrato: due ampie rampe curve si uniscono davanti all’ingresso, creando un effetto teatrale. Sul pianerottolo centrale svetta la statua della Religione (opera dello scultore Luigi Persico, 1853), raffigurata come una figura femminile in piedi che leva in alto una grande croce. Questa statua sembra vegliare simbolicamente sull’intera Gaeta dall’alto del belvedere.
La monumentale scalinata e la facciata neogotica del Tempio di San Francesco a Gaeta. Salendo questi gradini si gode di uno dei panorami più belli sulla città e sul mare.

La facciata del tempio, in stile neogotico, presenta un profilo a tre punte in corrispondenza delle tre navate interne. Nella parte inferiore, rivestita in pietra travertino, si aprono tre portali ogivali: quello centrale è arricchito da delicati bassorilievi floreali e sormontato da un alto timpano triangolare (ghimberga). Sopra di esso spicca una statua marmorea di San Francesco d’Assisi, quasi a benedire i visitatori dall’alto.
Ai lati del grande portale, sotto eleganti baldacchini, si notano due statue marmoree raffiguranti Carlo II d’Angiò (a sinistra) e Ferdinando II di Borbone (a destra), i due sovrani che storicamente contribuirono rispettivamente alla costruzione e al restauro della chiesa; entrambe le sculture sono opera di Gennaro De Crescenzo.
In alto, lungo la cornice della facciata, altre statue arricchiscono l’insieme: da sinistra a destra riconosciamo San Bernardo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino, realizzate da vari scultori ottocenteschi.
Al centro della facciata si apre un grande rosone circolare dal diametro di quasi 6 metri, decorato con vetrate policrome astratte che filtrano la luce solare all’interno. L’intera facciata superiore oggi appare liscia e di colore chiaro rosato: durante i restauri del 1927 è stata semplificata rimuovendo una precedente rete di ornamenti a quadrilobi in stucco. Sul lato destro dell’edificio si può notare il campanile incompiuto: solo il primo livello della torre fu realizzato secondo il progetto di Guarinelli, che prevedeva originariamente un alto campanile a quattro ordini culminante in una guglia affilata. Questo torrione, rivestito in mattoncini, ospita comunque tre campane che ancora oggi risuonano sulle note della vita cittadina
All’interno, il Tempio di San Francesco lascia i visitatori a bocca aperta per la sua maestosità luminosa. La chiesa ha pianta basilicale a tre navate senza transetto, separate da eleganti arcate gotiche a sesto acuto sorrette da pilastri polistili slanciati.
Guarinelli ha rivestito ogni superficie interna con un ricco apparato decorativo in stucco neogotico: volte, pareti e pilastri sono un tripudio di archi intrecciati, guglie, rosoni decorativi e motivi floreali che ricordano le cattedrali francesi medievali. Il colore dominante è un crema rosato, con dettagli in ambra chiaro, che riflette la luce naturale in modo caldo e avvolgente. Le numerose finestre ogivali lungo le navate e i quattro rosoni colorati garantiscono un’illuminazione abbondante, esaltando la sensazione di elevazione spirituale tipica del gotico. L’effetto complessivo è quello di uno spazio verticalmente proiettato verso l’alto, che dona al fedele un senso di meraviglia e trascendenza. Come nelle grandi cattedrali gotiche, la luce qui è protagonista: filtra dalle vetrate geometriche multicolori creando giochi cromatici sulle colonne e sul pavimento in marmo bicromo (realizzato con il pregiato marmo del vicino Monte Orlando).
Elemento distintivo dell’interno sono le dodici statue degli Apostoli a grandezza quasi colossale, disposte ai lati della navata centrale. Ciascun Apostolo, scolpito in candido travertino, è collocato su una mensola sporgente del pilastro e sovrastato da un baldacchino decorato con piccole guglie, quasi a formare edicole gotiche in miniatura. Queste statue, opera dei fratelli d’Annibale, sembrano osservare i visitatori dall’alto mentre percorrono la navata, accompagnandoli idealmente verso il presbiterio. Proprio al termine della navata maggiore si apre l’ampio presbiterio rialzato, introdotto da alcuni gradini e coperto da una volta a crociera ornata dagli stemmi dorati della famiglia reale borbonica. Ai lati del presbiterio si trovano due logge sopraelevate (matronei): quella di sinistra, un tempo con accesso indipendente dall’esterno, fungeva da palco reale riservato ai sovrani in visita, mentre quella di destra era la cantoria destinata all’organo a canne (andato distrutto nel 1943).
Nell’abside poligonale, frutto del restauro ottocentesco, campeggia l’altar maggiore. Questo altare monumentale, disegnato dallo stesso Guarinelli, è interamente in stucco finemente scolpito: archi, guglie, colonnine e trafori neogotici incorniciano al centro il tabernacolo, sormontato da un baldacchino cuspidato che svetta verso la volta. Sopra l’altare, in una nicchia absidale, trova posto una statua di Cristo Redentore in trono (opera anch’essa dei fratelli d’Annibale), coronata da un prezioso ciborio gotico. Un piccolo rosone con vetrata policroma illumina da dietro questa statua, creando un’aura di luce intorno alla figura del Redentore. Originariamente alcune grandi tele barocche ornavano le pareti absidali, ma oggi sono state trasferite nel Museo Diocesano e nella Cattedrale di Gaeta per ragioni conservative. Non manca comunque nell’abside un richiamo pittorico a San Francesco: sulla controfacciata, proprio sotto il rosone d’ingresso, è collocata una pala che raffigura San Francesco che riceve le stimmate, copia ottocentesca di un dipinto di Michele De Napoli. Quest’opera, inizialmente pensata per l’altare, oggi accoglie i visitatori all’uscita, quasi a ricordare la figura del Santo a cui il tempio è dedicato.
Curiosità e aneddoti sul Tempio e su San Francesco
Oltre alla sua bellezza, il Tempio di San Francesco custodisce curiosità storiche e leggendarie che rendono la visita ancora più interessante. Abbiamo già accennato al miracolo della resurrezione compiuto da San Francesco durante la fondazione del convento nel 1222: questo episodio miracoloso è scolpito anche nella memoria cittadina e viene spesso raccontato dalle guide locali ai visitatori più curiosi. Proprio a ricordo di quel fatto prodigioso, un’iscrizione in latino sotto la statua di Carlo II sulla facciata cita il santo che “riportò in vita con un segno della croce un falegname ucciso da una trave caduta, tra la folla plaudente”. Questo dettaglio inciso nella pietra collega indissolubilmente la storia del tempio a quella del poverello d’Assisi e ai suoi miracoli. Un’altra iscrizione, sotto la statua di Ferdinando II, celebra invece la gratitudine del re per aver potuto offrire rifugio a Papa Pio IX a Gaeta e per aver ricostruito il tempio in onore del santo. Questi testi marmorei sulla facciata sono spesso ignorati dal turista frettoloso, ma costituiscono un interessante aneddoto da scoprire avvicinandosi ai basamenti delle statue.
Un’altra curiosità riguarda il campanile: come visto, la torre campanaria doveva essere molto più alta, ma non fu mai completata per mancanza di fondi e per le vicissitudini storiche (l’assedio di Gaeta del 1860 interruppe i lavori).
Oggi quindi il campanile “tronco” è una peculiarità del profilo del tempio. Molti visitatori si chiedono perché sia così basso rispetto alla chiesa – la spiegazione sta proprio nel progetto incompiuto di Guarinelli. Ciononostante, le campane custodite in quel che esiste della torre continuano a suonare durante le messe solenni, mantenendo viva la tradizione.
Vale la pena ricordare che per lungo tempo, a causa della sua imponenza, il Tempio di San Francesco è stato erroneamente chiamato “Duomo di Gaeta” da alcuni, sebbene la cattedrale cittadina sia in realtà un’altra chiesa (la Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano, situata più in basso nel borgo medievale). Questa confusione è comprensibile vedendo come il tempio svetti panoramico sul borgo: salendo fino al sagrato si può godere di uno dei panorami più belli di Gaeta, con vista mozzafiato sul golfo, sul porto e sui tetti del centro storico. Il belvedere antistante la chiesa è infatti una meta amatissima per scattare foto ricordo, soprattutto al tramonto quando il cielo e il mare si tingono di colori spettacolari.
Infine, un aneddoto moderno: nel 2018 il Tempio di San Francesco è diventato set cinematografico per alcune scene del film “Brave Ragazze” di Michela Andreozzi. La produzione scelse Gaeta e la sua chiesa di San Francesco per l’ambientazione suggestiva offerta sia dagli interni neogotici che dal contesto panoramico. Ancora oggi, capita che il tempio ospiti eventi culturali, concerti di musica sacra e altre manifestazioni che aggiungono vita a questo monumento. Dunque, oltre alla visita religiosa o artistica, potreste imbattervi in qualche iniziativa interessante legata a questo luogo così ricco di fascino.
Informazioni pratiche per la visita: orari, come arrivare e cosa vedere nei dintorni
Viste l’importanza storica e la posizione panoramica, il Tempio di San Francesco rientra di diritto tra le prime cose da vedere a Gaeta durante un soggiorno. Ecco alcune informazioni utili per organizzare la visita.
Come arrivare: Il tempio si trova nel cuore del centro storico di Gaeta (località Gaeta medievale), sulle pendici di Monte Orlando. È ben visibile da tutta la città: guardando dal lungomare Caboto o dal porto si scorge facilmente la sua facciata rosa e i pinnacoli che svettano sul colle. Per raggiungerlo a piedi dal lungomare (zona Porto Capitaneria) si può imboccare Via Begani e poi Via Angioina, seguendo le indicazioni per il “Tempio di San Francesco”. Alla fine di Via Angioina una stradina in salita conduce alla grande scalinata monumentale sotto l’ingresso della chiesa.
Prepariamoci dunque a salire qualche gradino, ma la fatica sarà ampiamente ripagata dal panorama e dalla visita! In auto si può arrivare fino a un certo punto di Via Angioina, ma il parcheggio in zona è limitato nelle stradine del borgo; conviene lasciare l’auto più in basso e salire a piedi. In alternativa, dal centro città partono trenini turistici e navette (in alta stagione) che effettuano fermate nei pressi dei monumenti principali, incluso il Tempio di San Francesco.
Orari di apertura: Trattandosi di un luogo di culto monumentale, gli orari di apertura possono variare. Attualmente il Tempio di San Francesco è aperto generalmente il sabato e la domenica, in particolare nei weekend e durante eventi o funzioni speciali.
Nei giorni feriali spesso la chiesa rimane chiusa, ad eccezione di aperture straordinarie su richiesta. Per essere certi degli orari aggiornati al momento della vostra visita, è consigliabile contattare la Pro Loco di Gaeta (tel. +39 0771 469205), che gestisce le visite e potrà fornirvi informazioni su eventuali tour guidati. L’ingresso al tempio è libero e gratuito
Ricordate di tenere un abbigliamento consono a un luogo sacro durante la visita interna. Anche se doveste trovare la chiesa chiusa, vale comunque la pena salire fino al sagrato per ammirarne la facciata da vicino e godere del panorama sottostante.
Cosa vedere nei dintorni: Il Tempio di San Francesco sorge in una zona strategica, vicino ad altre attrazioni del centro storico di Gaeta. Dopo la visita al tempio, potete passeggiare tra i vicoli del borgo medievale fino alla vicina Chiesa dell’Annunziata, celebre per la Cappella d’Oro e per essere stata luogo di importanti vicende storiche del 1848. Proseguendo, incontrerete il poderoso Castello Angioino-Aragonese (residenza di papi e re nel passato) e la Cattedrale di Gaeta con il suo alto campanile romanico. Sempre a breve distanza c’è la pittoresca Chiesa di San Giovanni a Mare, antica chiesetta romanica sul porto. Se amate la natura, da via Angioina potete inoltrarvi nel Parco di Monte Orlando: un sentiero panoramico vi condurrà in cima al promontorio, dove ammirare il Mausoleo romano di Lucio Munazio Planco e scendere alla suggestiva Montagna Spaccata con la Grotta del Turco – un’esperienza imperdibile per chi visita Gaeta.
Infine, per una pausa rilassante, la spiaggia di Serapo (la principale spiaggia cittadina) si trova sul lato opposto di Monte Orlando ed è raggiungibile in pochi minuti di auto o bus dal centro storico. In sintesi, nei dintorni del Tempio di San Francesco non mancano spunti per arricchire la vostra giornata: arte, storia, panorami e mare vi attendono ad ogni angolo.
B&B a Gaeta centro: “A Casa di Lidia”, ospitalità a due passi dal tempio
Dopo aver esplorato le meraviglie di Gaeta e del suo Tempio di San Francesco, non c’è niente di meglio che rilassarsi in un luogo accogliente che vi faccia sentire come a casa. Il B&B “A Casa di Lidia” vi aspetta proprio nel centro di Gaeta, in posizione comodissima per visitare il centro storico e le attrazioni principali, incluso il Tempio di San Francesco che dista solo pochi minuti a piedi. Scegliere un B&B a Gaeta centro come “A Casa di Lidia” significa poter lasciare l’auto e muoversi liberamente a piedi tra i vicoletti, raggiungendo in breve sia il lungomare che le pendici di Monte Orlando. Dopo una giornata trascorsa tra arte, storia e mare, troverete ad accogliervi un’atmosfera familiare e confortevole. Le camere curate nei dettagli, la colazione genuina e la cordialità dei proprietari vi faranno sentire davvero “a casa”. Inoltre, i gestori saranno felici di suggerirvi itinerari personalizzati, ristorantini tipici dove gustare la tiella gaetana e altri segreti locali per rendere speciali le vostre vacanze a Gaeta.
Prenotando presso “A Casa di Lidia” avrete dunque il punto di partenza ideale per vivere Gaeta in pieno: la mattina potrete incamminarvi verso il Tempio di San Francesco quando il sole illumina la sua facciata rosa, oppure in serata salirvi per godere del panorama al tramonto, sapendo che in pochi minuti sarete di nuovo al vostro alloggio a riposare. La posizione strategica del B&B vi permette anche di raggiungere facilmente i ristoranti del centro, le gelaterie sul lungomare e tutti i luoghi di interesse senza stress. Gaeta offre tanto da vedere e da fare, e “A Casa di Lidia” è pronta ad offrirvi un soggiorno comodo e rilassante, facendovi sentire parte della città sin dal vostro arrivo.
In conclusione, il Tempio di San Francesco a Gaeta è più di un semplice monumento religioso: è un simbolo della città, un luogo che unisce spiritualità, arte e paesaggio in un’esperienza davvero emozionante. Visitarlo significa fare un tuffo nella storia di Gaeta, ammirare uno degli edifici più belli della costa laziale e lasciarsi ispirare dalla pace che vi regna. Pianificate la vostra visita includendo questo gioiello neogotico nel vostro itinerario di cosa vedere a Gaeta, e lasciate che la sua bellezza vi conquisti. E per godere appieno dell’ospitalità locale, scegliete “A Casa di Lidia”, il B&B nel cuore di Gaeta che vi farà sentire coccolati durante tutta la vostra permanenza. Buon viaggio e buona scoperta di Gaeta!
