
Grotta del Turco Gaeta: riapertura storica il 15 agosto 2025 per riscoprire fede, natura e leggenda
La Grotta del Turco a Gaeta riapre il 15 agosto 2025 dopo oltre 10 anni di chiusura: un’occasione per tornare a vivere un luogo dove natura, spiritualità e mito si incontrano.
Dopo un’attesa di oltre un decennio, la Grotta del Turco a Gaeta riapre finalmente al pubblico il 15 agosto 2025, alle ore 9:00. L’evento non è solo un ritorno alla fruizione di un sito straordinario, ma un invito alla riscoperta di valori simbolici profondi per la città e i suoi visitatori
Il luogo e la sua storia
Situata accanto al Santuario della Santissima Trinità nella suggestiva Montagna Spaccata – teatro di fede, spiritualità e leggenda – la Grotta del Turco incanta per la sua magia naturale e il suo carico evocativo. I visitatori possono percorrere una lunga scalinata scavata nella roccia per raggiungere un punto panoramico che offre spettacolari giochi di luce sull’acqua cristallina.
Leggende e spiritualità
Le origini del nome “Turco” affondano in antiche tradizioni: si dice che siano Saraceni o pirati arabi ad aver trovato rifugio nella cavità rocciosa, dando vita al nome evocativo che ancora oggi alimenta il fascino del luogo. Inoltre, nella parete della Montagna Spaccata si osservano i famosi “fori della Mano del Turco”, secondo la leggenda impressi da un marinaio incredulo che avrebbe visto la roccia sciogliersi al suo tocco.
Riapertura: dettagli e regole
L’inaugurazione è fissata per il 15 agosto alle ore 9:00, in linea con l’importante festa del Ferragosto: una data simbolica scelta per il suo significato spirituale e comunitario.
Questa riapertura è accompagnata da regole di accesso pensate per la tutela del sito:
- Divieto di accesso ai cani
- Vietata la balneazione
- Richiesto comportamento rispettoso verso un luogo sacro e fragile
Significato per Gaeta
Il rinnovato accesso alla Grotta del Turco rappresenta molto più di una semplice riapertura turistica: è un simbolo di identità e rinascita per Gaeta. Un gesto collettivo che si inscrive nella memoria storica della città, nel tessuto della fede locale e nella valorizzazione del territorio.
